home Fotografia, Notiziario Franco Fontana. Full Color

Franco Fontana. Full Color

Franco Fontana. Full Color è la prima retrospettiva dedicata al grande fotografo, che ha fatto di questo mezzo la storia in Italia e nel mondo. La rassegna, che ha inaugurato lo scorso 15 febbraio, presso gli spazi di Palazzo Franchetti a Venezia, propone al pubblico uno spaccato sulla sua lunghissima e ricca carriera, attraverso 130 scatti che ne raccontano gli esordi, la ricerca e la poetica dall’inconfndibile cifra stilistica. Le immagini presentate narrano il suo avvicinarsi al mezzo fotografico. Un amore, una passione nata intorno agli anni sessanta nella sua natia Modena al fianco di un gruppo di artisti, all’epoca emergenti, di matrice concettuale, fra i quali: Franco Vaccari, Claudio Parmeggiani, Luigi Ghirri e Franco Guerzoni.  Con essi Fontana condivide il bisogno di rinnovamento e di messa in discussione dei codici di rappresentazione ereditati, in campo fotografico, dal Neorealismo, ponendo allo stesso tempo particolare attenzione e cura anche agli esiti visivi e alla componente estetica della sua ricerca. Il 1963 è l’anno della svolta. Il suo esordio internazionale, alla 3a Biennale Internazionale del Colore di Vienna ne decreta l’ammirazione e la fama. Fontana, in anni non sospetti, è il primo in assoluto ad abbracciare pienamente e con fermezza il colore che diventa il protagonista assoluto dei suoi magici scatti. Il colore non come mezzo ma come messaggio, non come fatto accidentale, ma come attore. Come fosse un ritrattista, Fontana mette così in posa il paesaggio. E proprio su questo tema, a lui tanto caro, che si svolge la retrospettiva. Suddivisa per sezioni, la mostra apre con le prime prove anni sessanta dedicate alle sue interpretazioni di paesaggi urbani, fino alla serie delle Piscine realizzata verso il 1984, dove porzioni soprattutto di sinuosi corpi di donna sono esaltate da colori squillanti, in uno spazio conchiuso, sospeso, di cui spesso non vediamo i confini. Continuano i paesaggi fino agli anni 2000 quando realizza i Paesaggi Immaginari dove l’invenzione sul reale arriva ai massimi livelli, rendendo chiaramente manifesto il sottile inganno teorico sotteso alla produzione precedente. In questo caso, il fotografo, che non disdegna la tecnologia digitale, riafferma la propria libertà interpretativa della realtà tramite l’immaginazione. Afferma Franco Fontana. “Io credo infatti che questa – rivolgendosi alla fotografia – non debba documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo.” Colori accesi, brillanti, talmente vibranti da apparire irreali. Composizioni ritmate da linee e piani sovrapposti, geometrie costruite sulla luce. Paesaggi iperreali, più veri del vero, surreali, sospesi, spesso impossibili. Proporzioni ingannevoli in cui non c’è spazio per l’uomo. Figure umane svelate in negativo, sublimate in ombre lunghe. Presenza e assenza contemporaneamente. Corpi come paesaggi, e pianure e colline dai contorni antropomorfi. Sono questi i tratti distintivi che rimandano immediatamente ed in modo inequivocabile al linguaggio visivo di Franco Fontana. La mostra, promossa dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, sotto la curatela di Denis Curti e prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali è aperta al pubblico fino al 18 maggio 2014.

Info: www.civitatrevenezie.it

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