home Notiziario Franco Politano, “Apriti cielo”, all’Oratorio dei Bianchi a Palermo

Franco Politano, “Apriti cielo”, all’Oratorio dei Bianchi a Palermo

L’epoca di cui l’umanità è probabilmente conquistatrice, se per un attimo venisse separata dal piano dell’esistenza in cui affresca giorno dopo giorno il suo sviluppo, tra le mani la perderemmo come quella patina di polvere sulle copertine degli antichi libri che, dell’umanità stessa, custodiscono ambiguità e dubbi, espressi nel corso del tempo.

E di ambiguità e di dubbi, oggi, ne siamo costanti spettatori. Nonostante l’apparato sociale non mostri nessuna riflessione su se stessa, o appena alcuni accenni, lo stato delle cose suggerisce una gioia soffocata da una drammatica scomparsa della ricerca del senso; ovvero di quel senso del tempo calato in un simbolo, attraverso il quale leggere la nostra generale coscienza: «È molto triste pensare alle meravigliose potenzialità umane, confrontate con i miseri risultati che riusciamo a ottenere. Sicuramente si potrebbe fare molto di più. Chi viveva nel passato, nell’incubo di quei tempi, sognava il futuro, e noi del futuro abbiamo in gran parte gli stessi sogni», scrisse Richard P. Feynman, in una conferenza tenutasi nell’aprile del 1963 all’Università di Washington.

La mostra intitolata “Apriti cielo”, curata da Giacomo Fanale, è stata ideata dalla gallerista Daniela Arionte, in collaborazione con Fanale Architettura. Tenuta presso l’Oratorio dei Bianchi, al meraviglioso quartiere della Kalsa, a Palermo, si ispira apertamente ai luoghi fondati nel lontano 1542 dalla Compagnia omonima, i quali, indossando una candida tunica, offrivano supporto morale ai condannati a morte, auspicando un pentimento.

E di pentimento, o meglio di “revisione” umana dei nostri passi e dei nostri inciampi storici, racconta Politano: con lo sguardo deciso di un conoscitore della materia, una materia da formare o da riformare in una nuova lingua, che costruisce pezzi di realtà impregnati dalla morfologia dell’immaginazione plastica (E. Crispolti, 2015) dell’artista.

La mostra è stata realizzata con il Patrocinio dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con il sostegno di Banca Generali, ed è stata inaugurata dall’Assessore ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa, dal Dirigente Generale Sergio Alessandro, dalla Direttrice di Palazzo Abatellis Evelina De Castro, e inserita nel contesto di Palermo Capitale della Cultura 2018, e promossa dalla Settimana delle Culture. Il catalogo è delle edizioni Mondadori.

Info
Oratorio dei Bianchi, Palermo
Inaugurazione, 7 giungo 2018, ore 18:30
Chiusura, 7 ottobre 2018

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Dario Orphée La Mendola

Nato ad Agrigento. Maturità scientifica. Laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l'Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle professionalità presso l'Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente. Collabora con numerose riviste, scrivendo di arte, estetica, filosofia della natura e filosofia dell'agricoltura. Si sta occupando dello studio del sentimento, di gnoseologia dell'arte, estetica della natura e scienze naturali.