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INSIDE TIME/Dentro il tempo

Presso ABC- Arte Bologna Cultura di Bologna fino al 10 maggio 2014 è visitabile INSIDE TIME che vede coinvolti gli artisti: Mustafa Sabbagh, con un background da fotografo di moda che, nella sua ricerca  attuale, tende al ribaltamento del concetto di “scoperta”. I suoi soggetti avvolti nella loro quasi completezza da teli scuri diventano sculture angoscianti, ma al tempo stesso, nel trasmettere  un senso di misticismo, sembrano respirare, restituendo una parvenza di vita. Elvio Chiricozzi, una delle figure più capaci e sensibili del contemporaneo, ora in mostra con una personale anche da De Crescenzo & Viesti a Roma, esibisce una serie di piccole opere in grafite che ritraggono paesaggi e nuvole oltre ad una grande tela site-specific, sulla quale sono attaccati minuziosamente stormi di piccoli uccelli neri, che creano un rumore assordante nello spettatore fatto insieme di gioia e disperazione. Infine, Davide Dormino con la serie di opere inferro nelle quali le forme appena sussurrate raccontano una storia in cui pesante e leggero simbolicamente si uniscono, a cui si accompagna l’installazione sul pavimento di grandi fogli bianchi scolpiti nella materia, simbolo di tutto ciò che ancora non è stato scritto, ma rimane indelebile nella nostra memoria. Mustafa Sabbagh, Davide Dormino ed Elvio Chiricozzi, artisti molto eterogenei tra loro, propongono quindi, con tre sensibilità artistiche differenti, un percorso multimediale in cui pittura, scultura, fotografia e istallazione concorrono a creareunospazio appositamente angusto metafora della prigione esistenziale. Una ricerca sulla luce, la forma e la materia nella quale le opere, di piccole e grandi dimensioni, dialogano tra loro emergendo dal buio delle sale. INSIDE TIME, prima della mostra, è il nome del quotidiano distribuito ai detenuti nei penitenziari del Regno Unito: é l’unico mezzo di comunicazione ufficiale tra chi è prigioniero e che vive la libertà del quotidiano. Ancora una volta di più, la visita a questa mostra e il forte coinvolgimento emotivo, aiutato da un sapiente e studiato allestimento, conferma il grande valore della comunicazione quale unica forma di contatto e scambio di energia tra gli individui. Il segno, la carta e l’immagine rimangono gli ultimi documenti reali del rapporto con gli altri. I tre artisti ricreano quindi uno spazio nel quale il visitatore, allo stessomodo di un detenuto, si ritrova costretto a comunicare con le altre persone in sala, rendendo ancora più tangibile l’obiettivo e il senso della mostra. Non ci sono video né accenni al sistema della rete web che lascino spazio alla mente di perdersi e allontanarsi dal qui e ora.  Il compito dell’arte è quello di mettere in circolo l’energia, mantenendola viva e stabilizzandone l’intensità; è questo il motivo che spinge i tre artisti a rendere gli spazi di ABC claustrofobici oscurandone le finestre e limitando il movimento dell’aria. Fino al 10 maggio 2014.

Info: www.abcbo.it

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