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La nuova sede della RizzutoGallery apre con Quantum Leap

In una Palermo che si appresta a divenire Capitale Italiana della Cultura e prestigioso palcoscenico della dodicesima edizione di Manifesta, la RizzutoGallery celebra l’apertura della nuova sede nel quartiere della Kalsa, da sempre vero coacervo di energie vivissime ed in inesausta trasmutazione. Ecco nascere dunque gli eleganti spazi di via Maletto a pochi passi da quella Chiesa di San Francesco che è una delle più mirabili testimonianze del polimorfo patrimonio palermitano.

Una decisione di certo destinata a rafforzare la presenza della RizzutoGallery nel tessuto cittadino ma soprattutto sorta dalla volontà di Eva e Giovanni Rizzuto di maggiormente connettersi e compenetrarsi coi lieviti storici, animici, culturali della città.

 “Questo cambiamento” – dice Giovanni Rizzuto direttore della Galleria – “ha una grande importanza per noi, per il nostro lavoro e per il rapporto con la nostra amata Città. Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, ereditato dal nostro territorio è un bene comune di cui tutti siamo responsabili. Crediamo nella cultura come motore economico e sociale, e siamo assolutamente convinti che il respiro internazionale dell’arte contemporanea sia un magnifico strumento per contribuire al rinnovamento, alla valorizzazione e alla promozione di una grande Città quale è Palermo, un territorio di ricerca complesso e affascinante con una stratificazione culturale che da sempre è capace di creare integrazione; una Città che brilla di luci speciali e che possiede tutte le caratteristiche per essere una grande capitale in Italia, in Europa e in tutto il Mediterraneo.”

Ad inaugurare, nelle sue rinnovate vesti, la RizzutoGallery è la mostra collettiva Quantum Leap. Quantum Leap ovvero Salto Quantico, un passaggio dimensionale fulmineo, ripido, estremo.

Scrive Tiziana Pantaleo del cui contributo critico la mostra si avvale: “(…)L’unica possibilità che forse abbiamo per riuscire almeno ad intravedere un senso a tutto questo è quello di cominciare a pensare alle implicazioni che le idee della fisica quantistica possono avere nella nostra vita di tutti i giorni. Il salto quantico, per esempio, nella traduzione letterale dall’inglese significa “enorme cambiamento”, e il termine quantum leap è entrato nel linguaggio comune proprio per indicare una trasformazione, grande o piccola, che avviene in noi, nei nostri pensieri o nelle nostre azioni. A partire dagli anni ’70 – poi, l’idea di salto quantico viene accostato ad un cambiamento della coscienza, un salto di consapevolezza, una crescita della conoscenza, un risveglio interiore, un passaggio evolutivo per accedere ad una nuova dimensione esistenziale, dove si aprono quelle stesse infinite e misteriose possibilità della materia”.

In questo molteplice salto quantico a dispiegarsi sono le opere di otto artisti che concretano un’attenta        -seppur non totalmente esaustiva – summa dell’iter percorso finora dalla galleria. Il medium che domina è fuor di dubbio la pittura, declinata in modi artistici unici e perspicui: data per velature, intrisa di ferri, colpeggiata, colata ludicamente. Alla pittura si aggiungono ciò nondimeno due deviazioni, due eccezioni slittanti che sono l’escavazione esistenziale della fotografia e l’irruzione plastica della scultura.                                                                                   Ecco dunque: i paesaggi d’ombra di Giuseppe Adamo, impressioni oniriche e metamorfizzanti offerte ad un occhio desideroso del disvelare forme; i transeunti preludi blu di prussia di Antonio Catelani, sublimi quali alchimie volubili ed immaginifiche; la levitas di Stefano Cumia, paziente poesia interiorizzata che si affranca dai richiami di una realtà accidentale; la sostanza cromatica affocata di Francesco De Grandi che pare come sfolgorare nella luce per restituirci invenzioni di vibratile e potente bellezza; le superfetazioni di Jachim Fleig che perturbano lo spazio con le loro masse ingorghe ed alveolate; il recupero di bellezza dell’oggetto di uso quotidiano assunto a nuova visione di Katharina Maderthaner; le forme tumide e mirabilmente effuse nei bianchi e nei neri di Turi Rapisarda sulle quali l’artista indugia quali anatomie vegetali; la mise en scene di Rainer Splitt ove il colore vivido si commette ad una sorprendente ricerca di terza dimensione.

 

Quantum Leap

Fino al 13 Maggio.

RizzutoGallery
Via Maletto, 5 – 90133 Palermo (Italy)
From Tuesday to Saturday – 4-8 P.M.
Tel: +39 091.7795443
Director: Giovanni Rizzuto – mob: +39 347 1769901 – rizzutogallery@gmail.com

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