Hanno aperto, sabato 27 giugno 2026, le porte di Palazzo Collicola di Spoleto per l’inaugurazione del nuovo allestimento della Galleria d’Arte Moderna “Giovanni Carandente” che espone la collezione permanente di arte contemporanea, con la supervisione del Direttore dei Musei Civici di Spoleto, Saverio Verini, con la consulenza scientifica di Arianna Paragallo e con la collaborazione dell’Architetto Filippo Loy, il cui lavoro ha contribuito alla rivisitazione della parte visiva e spaziale degli ambienti. L’opening si è svolto in concomitanza con la 69ª edizione del Festival dei Due Mondi e ha consolidato il ruolo di Spoleto come sensibile epicentro dell’arte contemporanea italiana e internazionale.
L’aldilà di Dante è un’architettura del giudizio nella quale ogni posizione porta con sé un significato. La punizione rivela la natura del peccato attraverso il contrappasso. Castello adotta questa struttura per classificare il presente: il potere politico, le piattaforme tecnologiche, la guerra, la celebrità, il denaro e lo scandalo sono distribuiti lungo una gerarchia riconoscibile della trasgressione.
La monumentale opera Angeli del nostro tempo di Mario Schifano torna a Pescara ed entra nella collezione della Fondazione Pescarabruzzo
A Palazzo Rosa di Valle Cascia, sette artisti interrogano il tempo che segue il lavoro, l’uso e la produzione con la mostra Rosa Orsa. Tra loro Marzio Zorio, figlio di Gilberto Zorio, protagonista storico dell’Arte Povera.
Cambio alla guida di TAG – Torino Art Galleries: Umberto Benappi è il nuovo Presidente dell’Associazione
La pittura di Luigi Doni si situa in un campo nel quale le immagini emergono da una compresenza di durate, sedimentazioni e affioramenti mnestici, generando uno spazio visivo attraversato da una tensione silenziosa, sospesa tra apparizione e latenza.
Presso gli spazi post-industriali della Fondazione Brodbeck di Catania è visitabile la mostra di Alfredo Pirri, ripercorrendo la sua attività artistica dal 1988 sino ad oggi, con alcune opere inedite.
Ancora fino al 21 agosto, la mostra Adagio prolunga il proprio secondo tempo: un invito a sostare davanti alla pittura, seguendone i ritmi discreti, le stratificazioni e le persistenti risonanze.
La conversazione con Cecilia Canziani affronta il museo come luogo di ricerca e il rapporto tra tempo, pratica curatoriale e costruzione della conoscenza, partendo dal progetto Con te con tutto realizzato per il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2026.
Fino a inizio novembre sarà possibile scendere sotto terra, attraversando un sito archeologico romano, per immergersi negli scatti della pioniera Dorothea Lange, in una retrospettiva al Centro Internazionale di Fotografia a Verona.
Le Supplici di Eschilo, diretto da Moni Ovadia e Mario Incudine, torna in scena con un nuovo allestimento al Segesta Teatro Festival. Lo spettacolo, interamente cantato in siciliano con greco moderno e arabo, fonde tradizione classica e linguaggi contemporanei.
La realtà contemporanea sfugge, delude l’attitudine dell’artista alla contemplazione attiva. Fa della coscienza una duttile predisposizione al fare e rinnova nelle alternative problematiche un incentivo alla rivolta.
La mostra di Wangechi Mutu a Victoria Miro Venezia indaga ibridazione e memoria precoloniale attraverso opere su carta realizzate con tecniche miste. Le figure ibride dell’artista, tra Nairobi e Brooklyn, mettono in discussione classificazioni e rappresentazioni occidentali dei corpi neri e femminili.
Nel settembre 2026 prende avvio l’Edizione Zero della Biennale del Gran Sasso, un progetto di arte contemporanea che sceglie il paesaggio dell’Appennino abruzzese non come semplice scenario espositivo, ma come campo di ricerca, produzione e relazione.
Durante la settimana di Art Basel, a mostra aperta, lo stand di Yares Art esponeva numerose opere di Helen Frankenthaler a pochi isolati dal Kunstmuseum: un dettaglio più eloquente di qualunque comunicato stampa.
10 & zero uno presenta a Venezia I Dreamt the Streets Were Made of Water, personale di Vicky Polak dove combina riferimenti antropologici e mito per studiare la figura femminile in relazione al territorio e alla memoria.
Tra le sale medievali del Museo Rocca di Dozza, Omar Galliani racconta una fiaba contemporanea di grafite e inchiostro, nella quale il disegno diventa strumento capace di rileggere la storia, attraversare la memoria e dare forma a una geografia dell’anima declinata al femminile.
La riconnessione con la sfera sacrale dell’arte attraverso i linguaggi della pittura e della Street Art, il riutilizzo di materiali di recupero che rivivono nella contemporaneità, la rigenerazione artistica come strumento di riqualificazione urbana, la concezione dell’arte come ricerca dell’essenza delle cose e trasmissione di verità
A vent’anni dalla scomparsa, Palazzo Ducale Genova dedica una grande retrospettiva Mimmo Rotella, il maestro del décollage, instancabile innovatore e sperimentatore, ripercorrendo sessant’anni di ricerca artistica e restituendo la forza propulsiva di un linguaggio che ha segnato l’arte del Novecento
All’età di 61 anni è scomparsa a Pescara Marcella Russo, curatrice d’arte e animatrice di un attivissimo ufficio stampa di settore