Francesco by Francesco: Costruire l’identità
Francesco Vezzoli torna a Brescia con gli autoritratti che lo hanno messo per la prima volta al centro della scena. Uno studio puntato sull’identità, il glamour e il tempo che passa.
Francesco Vezzoli torna a Brescia con gli autoritratti che lo hanno messo per la prima volta al centro della scena. Uno studio puntato sull’identità, il glamour e il tempo che passa.
Alla Maison des Arts di Pescara, la Fondazione Pescarabruzzo dedica a Vito Pancella una retrospettiva di cinquantacinque opere tra sculture e grafiche. Un omaggio a vent’anni dalla scomparsa.
Si è conclusa recentemente la personale “A screen has no edges” dell’artista Emanuela Moretti, con curatela e testo critico “THREAD: schermo dolce schermo” di Gianlorenzo Chiaraluce presso lo Spazio espositivo e laboratorio creativo attivo come spazio di ricerca interdisciplinare, Studio Orma, nato nel 2024, nel cuore di Monteverde, a Roma.
Fabio Sargentini realizza una mostra a lungo meditata e desiderata. Nell’antico spazio di via del Paradiso, l’Attico accoglie I quadri ci guardano?, un percorso che, tra luce e ombra, apre a un dialogo interiore e a un intreccio di sguardi tra il visitatore e l’opera d’arte.
Anatomie del sottosuolo, di Giancarlo Nunziato, a cura di Roberto Lacarbonara, presenta una serie di opere figurative in cui corpi femminili si dispiegano sulla tela, occupando uno spazio guadagnato con la forza di un’espansione corporea ancora in divenire.
Siracusa, Neapolis, latomia dell’orecchio di Dioniso Lucia, che aveva salvato Dante dal Purgatorio e dall’Inferno, non avrebbe salvato Caravaggio dalle copie future dei suoi capolavori. A lui, a dire il vero, sarebbe bastato che lo salvasse da se stesso, dall’umore nero che lo divorava, sprofondandolo in un gorgo di sospetti. Era terrorizzato dall’idea che qualcuno …
Quella su Piazza Fontana di Taranto firmata da Nicola Carrino è una battaglia culturale che impegna da diversi anni associazioni e operatori culturali nella difesa di un’opera complessa, che rischia di essere gravemente manomessa e compromessa da un invasivo intervento di restyling.
God Year di Paolo Canevari spinge Città di Castello a ripensare il proprio patrimonio rinascimentale attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, ora prorogata fino al 30 aprile 2026.
A due anni dalla scomparsa di Lucia Spadano, Rita Vitali Rosati la ricorda così
Alla Galleria Poggiali di Milano, Andreas Zampella trasforma oggetti di scarto in un cielo stellato artificiale. Una mostra che interroga il rapporto tra consumo, memoria e percezione urbana.
La mostra “Plasmare l’idea” esplora l’evoluzione della scultura dal secondo Novecento a oggi. Attraverso le opere di oltre venti maestri, il percorso indaga la vitalità del linguaggio plastico.
Si è spento nella sua casa il Maestro Pino Pinelli, nato a Catania nel 1938 ma milanese d’adozione fin dal 1963. Il ricordo della nostra Lisa Parra
Francesco De Grandi ha in sé la forza viscerale e la grazia misteriosa della Pittura. I mezzi formali pregevoli, le doti audaci di colorista, la vocazione immaginativa si predispongono per essere fedelmente al servizio di una fiamma antica che mai si sopisce, anzi si rinnova in visioni ed impulsi sempre di straordinaria efficacia e pieni di devoto rapimento.
E non manca, sul fondo della scacchiera, chi sembra credere alla possibilità di costruire una sorta di alternativa all’egemonia culturale dell’arte contemporanea, magari rispolverando un tradizionalismo anch’esso d’antan. Riattaccare cioè con l’arruolamento dei sacerdoti? Sembra discutibile. Forse ci vorrebbe altro per scuotere la foresta dei giocatori di scacchi, per colpire la volatilità degli atleti. Non gli scacchi burlati e le traballanti damine, d’accordo, ma neppure gli epigoni di Emo e di Speer, tanto per fare dei nomi.
Recensione del volume di Gabriele Perretta “Il sensore che non vede. Sulla perdita dell’immediatezza percettiva” pubblicato da Paginauno Milano, 2023
L’incontro con l’opera di Kiefer ci mette di fronte, in modo dissociato, alla questione del fondamento artistico, sia come fine del fondamento, sia come sua trasformazione (disorientativa). Kiefer ripropone le questioni dell’arte del ‘900, situandole nella radicale disposizione della crisi; in questa balorda postmodernità il confronto con l’opera di Wenders può avvenire solo criticamente.
Nella 13ma edizione di MIA, in programma dall’11 al 14 aprile ad Allianz MiCo, protagonisti i grandi temi della contemporaneità. In fiera 100 espositori, 8 tra mostre e progetti speciali, 4 Premi e oltre 70 gallerie provenienti dall’Italia e dall’estero.
Al MIA Photo Fair, sabato 13 aprile alle 14, talk del PREMIO LILT PER LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Il piano nobile del Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo accoglie la mostra “Clouds and Shadows on Mars”, la prima personale in Italia dell’artista venezuelano Juan Araujo, fino 28 maggio 2024, tra corrispondenze iconologiche, astronomia e visioni oniriche, a cura di Stéphane Verger e Luis Pérez-Ormas
Può sembrare un controsenso, ma vale la pena chiedersi se questo, il nostro, non sia un tempo caratterizzato dalla conservazione e dalla sopravvivenza obbligata e fine a se stessa.